Alle volte siamo impegnati in attività noiose o ripetitive o che occupano solo una parte della nostra mente… e così qualche altro neurone si annoia, vorrebbe parlare o ascoltare o leggere.

Ma magari stiamo guidando in tangenziale o sul GRA o invece stiamo piallando una tavola, raschiando via la ruggine, intagliando un decoro. O cucinando o facendo le pulizie, imbottigliando vino, raccogliendo miele. Non possiamo leggere o vedere un film. …


SS.FF. – Che mi hai portato a fare su Trantor se non mi vuoi più bene? – una lettera aperta su un piccolo ma significativo evento.

Questo è un intervento scritto da Denise, appassionata lettrice (non necessariamente e non solamente di genere), amica di tanti altrettanto appassionati lettori, frequentatrice di science fiction convention dal 1988, maniaca di DFW e da poco tempo autrice essa stessa (spesso insieme a Ugo Polli); di alcuni racconti «transgender» se mi si passa il termine (noir, giallo-storico, horror-politico, fanta-stico/scienza?) …


Dopo averne rimandato più volte la visione, decidiamo di dedicare un po’ di tempo ad Animali Notturni, il famoso film di Tom Ford di cui tanto bene si è parlato.

Non voglio annoiare il lettore più di quanto mi sia annoiata io (forse è impossibile) e quindi andrò direttamente al punto. Il film è incapace di emozionare o di interessare; la sceneggiatura è superficiale e scontata; gli attori fanno dubitare delle loro capacità anche il più ben disposto degli spettatori.

La storia è così insulsa che invano abbiamo aspettato un controfinale o un particolare che potesse di colpo rivelare che…


Qualche nota su Bird Box — un film inutile e anche un po’ noioso

Miniatura di un basilisco attaccato da una donnola (bestiario scozzese del XII secolo).

Ieri sera ho visto Bird Box, diciamo per “dovere di cronaca”. E allora adesso mi sento appunto in dovere di fare la cronaca. E’ parecchio che non scrivo recensioni per il Kraken (sul glorioso blog “Della stessa sostanza di cui sono fatti i totani” — ora chiuso), ma visto che si è trasferito su Medium, perché non provare ancora?… ed eccomi qui a nutrire il Kraken con un nuovo articolo.

Parto subito con due informazioni sulla recensione stessa: ci saranno spoiler — il film non mi…


Note del regista e promo

Adelchi

Regia Gianfranco Tizzoni

INTERPRETI

Giuditta Gasparini

Augusto Ciprani

Gianfranco Tizzoni

Al pianoforte : Gigi Frumento

Promo in Vimeo

(note del regista)

O mio Re Desiderio.

Con queste parole, pronunciate dal fedele Vermondo, si apre la tragedia.

Al di là del significato letterale e del contesto storico e drammaturgico dell’Opera, queste poche parole hanno sempre sintetizzato, nella mia mente, il vero significato del dramma di Manzoni, significato e suggestione che ho cercato di trasfondere nella messa in scena.

Perché Desiderio è Re dei Longobardi, sì; a lui si rivolge Vermondo nella prima scena.

Ma il Desiderio, nelle sue declinazioni di Avidità…


Si conclude la trilogia della fine di internet

La conclusione della trilogia

Negli ultimi anni sono stati pubblicati alcuni romanzi nell’alveo della fantascienza, da case editrici tradizionalmente di fantascienza, che hanno rappresentato una forma di narrativa mainstream esule dai canali istituzionali. È una forma di occupazione: dal momento che certa letteratura (speculazione, distopia, satira) ha difficoltà a venire alla luce nei canali istituzionali, cerca di apparire là dove nominalmente ha maggior diritto — con conseguenze non sempre positive. …


Un memoir acuto delle nostre altre vite

Vanni Santoni

Hai iniziato a leggere questo romanzo incuriosita dall’argomento, ma soprattutto da un breve estratto letto distrattamente in una recensione. Il tono dolce, intimo, dolente ma lucido ti ha subito conquistata. Ti sembrava parlasse a te, questo libro, a te che pure ai giochi di ruolo non hai mai giocato, a te che hai iniziato una sola partita a casa di amici, una partita che non è decollata mai. A te che però a quello di cui parla il libro hai dedicato una parte della tua vita.

Perché questo libro non parla dei giochi di ruolo in sé ma di come…


Paolo Zardi

Paolo Zardi è uno scrittore italiano, autore di racconti e romanzi. Ha pubblicato, nell’ordine: Antropometria (Neo Edizioni, 2010 — racconti), La felicità esiste (Alet, 2012 — romanzo), Il giorno che diventammo umani (Neo Edizioni, 2013 — racconti), Il Signor Bovary (Intermezzi, 2014 — romanzo breve), XXI Secolo (Neo Edizioni, 2015 — romanzo). Ha partecipato a diverse raccolte di racconti e suoi racconti sono stati pubblicati su Primo Amore, Rivista Inutile e Nuovi Argomenti. Il suo racconto “Sei minuti”, tratto da Antropometria è stato pubblicato nella sua versione inglese sulla rivista Lunch Ticket dell’Università di Antioch (Los Angeles). Se volete leggere…


Abbiamo già avuto più volte occasione di occuparci di Paolo Zardi, uno dei fenomeni più interessanti della narrativa italiana contemporanea.

‘XXI secolo’, romanzo di ambientazione appena futuribile, edito dai coraggiosi amici di Neo Edizioni, candidato al Premio Strega grazie all’endorsement di un grande come Giancarlo De Cataldo, è la sua opera più ambiziosa e completa.

Che cos’è ‘XXI Secolo’? È la cronistoria del crollo della Galassia Centrale, di quella civiltà occidentale nella quale abitiamo e che ci pare eterna e immutabile, convinti, come siamo, dell’ormai realizzata ‘Fine della Storia’ e del conseguente ‘Trionfo della Democrazia Liberale’, per dirla con Fukuyama…


“Il giorno che diventammo umani” è l’ultima raccolta di racconti di Paolo Zardi, uscita in anteprima al Salone del Libro di Torino e ora disponibile regolarmente a catalogo. Per chi ha già letto i suoi racconti in “Antropometria” o comunque conosce Zardi come narratore, è certamente un appuntamento imperdibile e importante: una nuova tappa del suo percorso. A chi non lo ha mai letto non so se consiglierei di cominciare da questa raccolta: forse suggerirei di partire con Antropometria; per capire meglio, per avere un’idea più completa della sua poetica.

Infatti “Il giorno che diventammo umani” ha un tema forte…

Dreaming Kraken

Della stessa sostanza di cui sono fatti i totani — We are such stuff as squids are made on

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